Musica diegetica ed extradiegetica

0-11819842-Musica-Classica-1La diegesi è ciò che riguarda l’andamento narrativo di un opera letteraria, teatrale o cinematografica, indica dunque il contenuto narrativo di un’opera; in campo cinematografico essa rappresenta l’insieme di tutti gli elementi che appartengono alla storia raccontata e al mondo proposto dal regista per comporre la pellicola, indica quindi quegli eventi che devono essere raccontati da un narratore che può essere più o meno visibile all’interno del racconto; allo stesso modo si comporta la musica essa può essere sentita dai personaggi all’interno della pellicola (diegetica) o contrariamente può succedere che non sia avvertita da questi (extradiegetica).

  • Con musica diegetica si intende quindi quella musica che proviene da una fonte sonora presente e ben identificabile all’interno dell’inquadratura o della scena: una radio, una televisione, un giradischi, uno strumento musicale. La musica diegetica assume sicuramente una valenza informativa, tende a chiarirci le idee perché ci fornisce l’esatta connotazione di un evento, descrivendoci magari un determinato luogo in base alla musica che possiamo ascoltare al suo interno. Esempio emblematico è la sequenza tratta da Il pianista di Roman Polanski nella quale si vede il particolare delle mani del protagonista che suona il pianoforte nello studio di registrazione della radio e continua a suonare mentre già da fuori provengono i rumori dei colpi di fucile e di cannone, e non vuole smettere nemmeno quando la stanza comincia a tremare, fino all’esplosione della finestra che lo fa cadere a terra. In questo modo, il regista ci vuole suggerire il valore assoluto che la musica ha per il protagonista e nello stesso tempo l’assurdità della guerra che vuole distruggere ogni cosa.
  • Per musica extradiegetica si intende quella musica che funge da discorso, da commento, da amplificazione drammatica e la cui fonte non proviene dall’interno della scena ed è quindi da considerarsi come musica esterna di accompagnamento. Essa non viene mai sentita dai protagonisti che si muovono nella scena, è dedicata solo agli spettatori che tramite questa riescono a comprendere a fondo il senso della sequenza in questione; tale componente sonora di un film ha infatti il compito di sottolineare i sentimenti e le emozioni provate dai personaggi, ma può anche porsi rispetto alla scena stessa in una posizione di vero contrasto, si fa dunque portatrice della prospettiva assunta dal narratore che traduce le intenzioni del regista e del compositore che cooperano decidendo se far assumere alla componente musicale un senso di armonia o di contraddizione nei confronti della situazione e dei personaggi narrati. Nel caso della sequenza tratta da “Il gattopardo” di Luchino Visconti il tema musicale, con il suo carattere di ariosità, esprime quella libertà dei sensi provata dai giovani Tancredi e Angelica nell’attraversare le stanze di un antico palazzo, ma anche un sottile filo di inquietudine prodotto dalla coscienza del decadimento a cui sarebbe andata incontro la classe nobiliare.

Un esempio di alternanza tra musica diegetica ed extradiegetica lo troviamo in Colazione da Tiffany.